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sabato 13 febbraio 2010

Il Sanguinaccio

Il sanguinaccio è un dolce tradizionale di Carnevale in almeno quattro regioni di Italia. Generalmente accompagnato alle chiacchiere, a Napoli si usa servirlo anche con i savoiardi. La ricetta originale prevede l'uso del sangue di maiale, ma essendone stata vietata la vendita nel 1992 dovrebbe, in realtà, essere utilizzato soltanto immediatamente dopo la macellazione. Per quelli di voi che hanno questa fortuna riporterò qui di seguito la ricetta originale, tranquillizzandovi sin da ora sul fatto che il sapore è tutt'altro che di sangue, il risultato è a dir poco paradisiaco, ma se non foste così fortunati da potervi procurare il "macabro" sangue di maiale fresco leggete la seconda ricetta riportata subito dopo la prima: è quella "blasfema" con soltanto il "solito" cioccolato.... si fa per dire!!


Ingredienti
1 Kg di zucchero
100 gr di cacao amaro
150 gr di farina
4 tuorli d'uovo
1/4 di sangue di maiale
1/2 lt di latte
25 gr di burro
1/4 lt di acqua
1 bustina di vanillina
1 bustina di cannella
100 gr di cedro a dadini piccoli


Procedimento
Lavate una pentola con acqua sale e limone. Mescolate lo zucchero alla farina e, sempre mescolando con un cucchiaio di legno, aggiungete il cacao.Aggiungete i tuorli d'uovo e, sempre mescolando, aggiungete il sangue poco per volta sino ad ottenere una pasta compatta ed omogenea. Allungate lentamente con l'acqua ed il latte. Setacciate il tutto attraverso un passino di seta o di metallo a fitta rete. Mettete il tutto sul fuoco non forte aggiungendo il burro senza tralasciare di girare nello stesso verso. Appena bolle, travasatelo in un recipiente di ceramica, lasciate raffreddare ed aggiungete il cedro, la vaniglia e la cannella.


Ingredienti 
per il sanguinaccio senza sangue
150 gr di cacao amaro
200 gr di cioccolato fondente a pezzetti
50 gr di amido (diluito in poca acqua)
1 lt di latte
600 gr di zucchero
2 - 4 bustine di vanillina (secondo i gusti)
2 - 4 cucchiai rasi di cannella (secondo i gusti)
50 gr  di burro
 150 gr  di cedro e arancia canditi


Procedimento 
mettete in una pentola cacao e zucchero, miscelate ed aggiungete il latte facendo amalgamare. Aggiungete l'amido ed il cioccolato fondente a pezzetti. Mettete sul fuoco e fate sciogliere il cioccolato, portate lentamente ad ebollizione e lasciate bollire 3 - 4 min. Togliete dal fuoco, fate intiepidire ed aggiungete la vaniglia e la cannella ed il burro. Girate il tutto per bene e, quando è quasi freddo, passate al setaccio. Suggerisco di aggiungere i pezzettini di cedro e cocozzata (zucca candita) al momento di servire in coppa con i savoiardi.



Perle di saggezza napoletana: 'O mollo rompe 'o tuosto! ( Il molle rompe il duro! - Il detto ci vuol dire che La dolcezza sconfigge la durezza).

martedì 9 febbraio 2010

Le brioscine della mia infanzia


Vi è mai capitato di rimembrare sapori e profumi della vostra infanzia che non siete riusciti mai più a ritrovare? Sono sicura di sì (anche se purtroppo quando  ciò avviene quasi sicuramente ci troviamo in una età..... diciamo... superiore ai 20 anni?!). Per quello che mi riguarda tra i vari ricordi che ho ce ne è uno in particolare che mi catapulta a razzo ai tempi delle scuole medie. Ricordo che quando uscivo da scuola, complice l'oraio, l'età ed il profumo penetrante della panetteria vicino l'istituto, mi prendeva una tale voglia di qualcosa di buono che non potevo fare a meno di comprare quelle treccine semidolci cosparse di zucchero semolato.... morbide... forfumate... gustosissime!! Non riuscendo più a trovare detta leccornia nelle panetterie, mi sono chiesta a lungo come fare a "replicare" detta bontà... Un giorno, leggo nel blog "Anice e cannella" una ricetta denominata "Briosci cu' zuccuru" che, nella premessa, ha una descrizione di questi panini al latte (ma un pò più dolci) che Marjlet consumava nella sua infanzia siciliana.... Meraviglia delle meraviglie: la descrizione è quasi identica a quella delle brioscine della mia infanzia..... Che fare? Rimboccate le maniche ed armata di tutto l'amore provo la ricetta in questione (accorgendomi peraltro che non è molto diversa dai miei impasti per i lievitati) e, dopo qualche ora, anche il sapore..... OTTIMO!! Provate a farle!!


Ingredienti
250 fr. farina manitoba
250 gr. di farina 00
75 gr. di zucchero
1/2 cucchiaino di sale
75 gr. di strutto (oppure margarina)
1/2 cubetto di lievito (oppure 20 gr. se volete farle in giornata)
120 ml di latte
120 ml di acqua
(i liquidi totali si dovranno regolare in base alla consistenza della pasta che dovrà risultare morbida come il lobo dell'orecchio)


Procedimento
Se volete farle in giornata, impastate tutto inserendo il burro alla fine e fate lievitare il tutto al calduccio sino al raddoppio (circa un'ora e mezza). Sgonfiate l'impasto e date le "pieghe":  prendete un lembo di pasta, stendetelo leggermente e riportatelo al centro con delicatezza. Ripetete questa operazione sino a riformare un impasto a palla e fate riposare 15/20 min. ancora. Senza rilavorare eccessivamente l'impasto, prelevate dei pezzi da circa 100 gr. di pasta e ricavane dei cilindri della lunghezza di circa due mani aperte. 

 

 Attorcigliate a forma di treccine e disponetele distanziate sulla placca del forno rivestita di apposita carta (ne sono venute nove). 


Pennellate con una miscela di acqua e latte e lasciate lievitare fino al raddoppio (in estate basteranno circa 40', in inverno più di un'ora).
Pennellate ancora, delicatamente, con la miscela di acqua e latte a 180° per circa 20' (fino a doratura). Non appena sfornati pennellateli di nuovo con la solita miscela e spolverateli abbondantemente con lo zucchero semolato.



Se scegliete di prepararle, come ho fatto io, secondo la procedura lenta (con meno lievito): impastate tutto con mezzo lievito (il burro alla fine) e fate lievitare circa 50' (d'estate), poi mettete l'impasto in frigo per circa 9 ore. Al mattino tiratelo fuori dal frigo per riportarlo a temperatura ambiente (ci vorrà un pò più di un'ora) e poi procedete come descritto nella ricetta.
Perle di saggezza partenopea: 'Nce vo' pacienza a magnà 'e carcioffole! (Ci vuole pazienza per mangiare i carciofi - Vuol dire che le cose piacevoli sono difficili da raggiungere: ci vuole tenacia -).

martedì 5 gennaio 2010

Angelica dolce passo passo...


Questo è un dolce che per il suo aspetto, sembra di difficile realizzazione. Se vorrete seguirmi vedrete che non è così...
Ingredienti
535 gr. di farina manitoba (oppure 250 gr. 00 e 250 gr. manitoba)
3 tuorli d'uovo (oppure 2 intere)
120 ml. di latte
75 ml. di acqua
100 burro
80 gr di zucchero
1 cucchiaino di sale
1/2 lievito (o poco più)


Per la farcia:
50 gr. di burro fuso
100 gr. di gocce di cioccolato


Procedimento
In una zuppiera sciogliete il lievito con l'acqua tiepida e poi fatevi assorbire circa 135 gr di farina sino ad ottenere un panetto che lascerete al caldo, nella stessa zuppiera, coperto di pellicola sino al raddoppio (dai 30' ai 60' a seconda della temperatura ambientale). Nel frattempo inserite nel robot gli altri 400 gr. di farina, lo zucchero, i tuorli, il sale ed il latte tiepido. Impastate sino a quando si staccherà dalle pareti (o dalle mani) ed  aggiungete il burro ancora freddo ma schiacciato e staccato a pezzi con le mani (altrimenti aggiungetelo già ammorbidito). Una volta amalgamato l'impasto, aggiungete anche il lievitino preparato in precedenza e formate un nuovo panetto. Mettetelo a lievitare, coperto con la pellicola, sino al raddoppio (1 o 2 ore). Trascorso il tempo rovesciate l'impasto sulla spianatoia e stendetelo direttamente con il matterello, senza più manipolarlo, cercando di dargli la forma di un grosso rettangolo sottile (ma senza esagerare). Pennellate la superficie con del burro liquefatto (ma freddo) e spolverate con le gocce di cioccolato.

 Arrotolate con cura partendo dal lato lungo e poi tagliate a metà, con un coltello grosso, tutto il rotolo senza però staccarne l'apice.



 Sovrapponete fino in fondo i due "pezzi" ottenuti portando il destro sul sinistro (o viceversa) e chiudete a mò di corona cercando di sigillare le estremità in chiusura. 

Adagiate la forma sulla placca del forno rivestita di apposita carta,

 pennellate ancora con burro fuso (come se voleste inzupparlo nelle scanalature) e mettelo a lievitare nel forno già caldo (ma spento) a 50° con anche un pentolino di acqua bollente al suo interno per circa 1 ora. Una volta cresciuto, togliete il dolce dal forno e portatelo a 200°, inserite il dolce e cuocetelo per circa 20/25 min. Spolverate di zucchero a velo.
Note: invece di pennellare nelle scanalature col burro e poi spolverare con lo zuchero a velo, è possibile fare una glassa con 100 di zucchero a velo ed 1 cucchiaio di succo di arancia (o limone); oppure con qualche cucchiaio di albume battuto con tre gocce di limone e zucchero a velo q.b.: in ambo i casi si dovrà ottenere un composto cremoso da poter spalmare sul dolce tiepido (se fate la glassa con l'albume ripassate il dolce in forno per 30 secondi ancora).
Aforisma di proverbio napoletano: "Vai p' aiut' e truov sgarrup" (Cerchi aiuto e "grazie" ad esso peggiora la situazione).

giovedì 31 dicembre 2009

I roccocò


Oltre agli struffoli, ai mustaccioli, ai susamielli e quant'altro, tra i dolci tipici del natale napoletano troviamo i roccocò: un dolce adatto a chi ha denti forti e sani! Come già vi ho descritto nelle altre ricette della tradizione, presenti nel mio blog, anche questo dolce trae le sue origini dalle variegate culture che si sono avvicendate nel corso dei secoli, in questo caso l'influenza è stata francese e spagnola. La parola è  appunto di origine dal francese: "rocaille" per la barocca e tondeggiante forma che ricorda una conchiglia. Il dolce cotto ha una consistenza tale da assomigliare ad una roccia, da qui l'etimologia della parola "Roccia Artificiale", le mandorle bianche poi danno l'idea del marmo. Questi biscotti sono molto aromatici, l'odore che se ne diffonde in cottura nelle case e lungo le strade nel periodo natalizio è inconfondibile e trasporta in un attimo nella magia del Natale.


Ingredienti
1/5 Kg di farina
1/2 Kg di zucchero
cacao a piacere
 (serve a dare il classico colore scuro al biscotto)
una bustina di cannella
una bustina di vanillina
un pizzico di sale
3 o 4 bucce di mandarini tritate
una buccia di arancia grattata
300 gr di mandorle sgusciate ed a pezzi grossi (meglio ancora se tagliate a metà)
3 gr di ammoniaca (oppure 1 cucchiaino di lievito)
1/4 di acqua circa (la consistenza dell'impasto deve essere come quella per i cantucci)
tuorlo d'uovo


Amalgamate tutti gli ingredienti (tranne il tuorlo d'uovo) aggiungendo l'ammoniaca in ultimo e poi formate tanti taralli che sistemerete sulla placca del forno (unta con la sugna oppure rivestita di carta da forno) un pò distanziati l'uno dall'altro. 

Battete leggermente il tuorlo d'uovo e stendetelo per bene, aiutandovi con le mani, sui roccocò. Infornate a circa 180° per 20/30 min.
Se volete conservarli per tanto tempo, una volta cotti rimetteteli in forno a 50° per almeno 1 ora.
Il roccocò, di estrema bontà e durezza può essere inzuppato nel marsala all'uovo, nello spumante o nei vini dolci da pasto.
Aforisma di proverbio napoletano:" 'e voglia 'e mettere rum, chi nasce strunz' nun pò addiventà babbà" (Chi nasce tondo non può morire quadrato).

mercoledì 30 dicembre 2009

Gli struffoli della nonna


Non velocissimo da preparare ma molto semplice da realizzare, è un tipico dolce natalizio napoletano nato, credo  nel XVII sec., nelle cucine dei monasteri femminili delle monache della Croce di Lucca. Le monache conducevano una chiesa ed un Conservatorio per orfane e povere bisognose. Esse divennero famose, oltre che per la loro opera, anche per gli squisiti dolci natalizi e pasquali che erano solite offrire e vendere ai visitatori per il sostentamento delle loro favorite.
Questo antichissimo dolce, il cui nome sembra che provenga dal greco "strongulous" = "corpo tondeggiante", a Napoli viene preparato sempre in abbondanza in quanto vi è l'usanza di regalarne vassoi ad amici e parenti.
Sentendomi particolarmente buona durante queste sante feste, vi farò un grosso regalo: pur essendo molto gelosa, vi svelerò questa ricetta di famiglia, giunta ormai alla terza generazione, ricca di trucchi e particolari per una realizzazione del dolce che spero piacerà anche a chi non vi è avvezzo.
Ingredienti
3 uova intere più un rosso
1/2 dl di olio evo
1 limone
sale
farina che assorbe (circa 400 gr.)
250 gr di miele (circa)
4 - 5 cucchiai di zucchero
confetti: diavoletti, cannellini, argentati
frutta candita: cedro, arancia e cocozzata (parola napoletana che deriva dal latino e che vuol dire zucca)
Nella ricetta degli struffoli NON si usa assolutamente lievito o bicarbonato (ne cambierebbe il sapore e la consistenza), .... so che alcuni lo fanno per rendere più morbide le palline.... ma credetemi: non ce n' è bisogno!! Inoltre la ricetta originale non lo prevede.


Procedimento
Impastate la farina con le uova, l'olio, la buccia grattata del limone, un pizzico di sale e la farina che occorre ad ottenere un panetto sodo che si stacca bene dalle mani. 

Lasciate riposare l'impasto una mezz'oretta e poi ricavatene dei cordoncini più sottili del vostro dito mignolo e tagliate e tocchettini piccoli.

 Mi raccomando fateli piccoli perchè poi gonfieranno in cottura. Friggeteli, pochi per volta, in un mix di olio di arachidi ed olio evo (meglio sarebbe utilizzare tutto olio evo). 

L'olio deve essere ben caldo e profondo, gli struffoli saranno cotti quando assumeranno un bel colore dorato. Tirateli su con la schiumarola e metteteli a scolare su carta assorbente.

 Una volta freddi, potete conservarli e continuare la preparazione il giorno dopo oppure procedere. Preparate il vassoio degli struffoli in questo modo: tagliate a metà il limone che avevate in precedenza grattato, strofinatelo sul vassoio

 e lasciatelo al centro di esso. In una casseruola alta e capiente scaldate il miele con un cucchiaio di acqua e 3 - 4 di zucchero fino a quando vedrete produrre della schiuma (attenzione a non esagerare ed a non far bruciare il miele altrimenti diventerà amaro). 

Versate nel miele gli struffoli e girateli delicatamente con un cucchiaio per alcuni minuti sul fuoco basso fino a far ben insaporire il tutto.

 Prelevate con un grosso cucchiaio gli struffoli dalla pentola e versateli sul vassoio lasciando il limone al centro ciò vi permetterà di ottenere la classica forma col buco al centro ed un leggerissimo retrogusto di limone che darà ai vostri struffoli un sapore unico (credetemi).

 A tale scopo, prima che raffreddino strofinate le vostre mani sempre con lo stesso limone

 e comprimete leggermente gli struffoli per dare forma e sapore al tutto. Cospargete ora il tutto con i confetti: 'e riavulill (i diavoletti: piccoli confettini multicolore), i cannellini (a Napoli chiamiamo così quei confetti bianchi che hanno nell'anima un pò di cannella) e quelli argentati (dovreste aggiungere anche piccoli pezzi di frutta candita ma a noi non piacciono perciò non li vedrete nella foto). 

Quando il tutto sarà freddo eliminate il mezzo limone dal centro e...... voilà!! Aspettate il giorno dopo per mangiarli..... se ce la fate!
Aforisma di proverbio napoletano: "Cu n'uocchio guarda a jatta e cu n'ate frje 'o pesce" (Un occhio al gatto e uno al pesce, quando friggi) 

mercoledì 11 novembre 2009

Il ciambellone all'acqua di Adelaide


Ecco un ottimo ciambellone che si mantiene morbido per giorni.


Ingredienti
250 gr di zucchero
250 gr di farina
3 uova
130 gr di olio di semi o di oliva
130 gr di acqua
una bustina di lievito per dolci
una bustina di vanillina (solo se la bustina di lievito non è vanigliato)

un pugnetto di uvetta o gocce di cioccolato
un cucchiaio scarso di rum o buccia di limone grattato



Procedimento
Montate le uova fino a renderle spumose, aggiungete l'olio, l'acqua, il rum, la farina ed infine il lievito. Se vi piace aggiungete le gocce di cioccolato o l'uvetta prima infarinate e poi setacciate. 

Se siete stanche del solito ciambellone bianc0, provate a farlo "marmorizzato" : dopo aver imburrato ed infarinato lo stampo per la ciambella, versate 3/4 del composto e, nel rimanente quarto aggiungete un cucchiaio di cacao amaro, mescolate bene e fate cadere nello stampo sul composto bianco. Girate con un coltello come se voleste fare dei cerchi concentrici per ottenere l'effetto desiderato. Cuocete a 180° per circa 40 min., farà fede la "prova stecchino". Se vi piace spolverizzate con zucchero a velo, semolato, codette o zuccherini.

Note: il segreto di questo sofficissimo ciambellone è la quantità di liquidi perciò, anche se vi sembra troppo liquido, NON aggiungete farina mi raccomando!!

Questo dolce si presta a mille varianti, qualche suggerimento opzionale:
latte al posto dell'acqua (ma anche succo di arancia, di limone e quant'altro)

uvetta o gocce di ciocco (ma anche entrambe)
buccia di limone grattato
rum

cacao
.........
date spazio alla fantasia
Aforisma di proverbio napoletano: " Se dice 'o peccato, ma no 'o peccatore". (Si dice il peccato, ma non il peccatore).

martedì 10 novembre 2009

Salame di cioccolato



Di tutte le ricette che ho provato questa è la migliore, sia per il gusto che per l'aspetto: davvero molto simile ad un salame!!

Ingredienti
200 gr di cioccolato fondente
100 gr di biscotti secchi (tipo oro saiwa)

2 uova piccole

100 gr di zucchero
250 gr di nocciole tostate
zucchero a velo q.b.


Procedimento
Tritate grossolanamente i biscotti secchi e le nocciole. Teneteli da parte. Sciogliete a bagnomaria il cioccolato con l'aggiunta di un cucchiaio di acqua...... Ecco, ma cos'è il bagnomaria?.... E' un metodo per scaldare e cuocere alimenti particolarmente delicati, e consiste nel mettere la pentola contenente l'ingrediente da cuocere a scaldare all'interno di un'altra pentola, piena d'acqua, adatta a contenere la prima ..... Più difficile a dirsi che a farsi, guardate la foto qui in basso!!

Sempre tenedo tutto a bagnomaria, mescolate ed aggiungete in sequenza: le due uova, lo zucchero, le nocciole ed i biscotti secchi. Togliete dal fuoco e rovesciate il composto su di un foglio di alluminio; con l'ausilio di quest'ultimo e delle vostre mani bagnate,  formate il salame e spolverate con lo zucchero a velo. Richiudete bene la stagnola e mette in frigo per almeno due ore prima di consumare.

Aforisma di proverbio napoletano:  Ogne bella scarpa addeventa scarpone (Ogni bella scarpa diventa scarpone).


martedì 27 ottobre 2009

Torta 7 vasetti




Questa è una torta molto semplice e veloce da prepararsi. Essendo di una "versatilità" straordinaria, può essere adattata a qualsiasi esigenza di gusto e preparazione. Oggi vi mostrerò la versione al cioccolato, ma a fine ricetta vi darò qualche idea per variare i gusti e/o per trasformare questo semplicissimo dolce in una vera e propria torta seppure di semplice realizzazione. Il dolce si prepara in meno di un'ora, perciò se i bambini (ma non solo) ne hanno voglia, iniziate pure a prepararlo alle 16 ed alle 17 sarà  bello e pronto per essere mangiato. 
Munitevi di un vasetto vuoto di yogurt da utilizzare come misurino, ciò vi consentirà di velocizzare la preparazione non avendo bisogno di pesare gli ingredienti.
Ingredienti
3 vasetti di farina
(in questo caso ho sostituito 1 vasetto di farina con 1 di cacao amaro)
3 uova 
un pizzicchino di sale per ogni uovo
(meglio tirarle fuori dal frigo un pò prima di preparare il dolce)
2 vasetti di zucchero
1 vasetto scarso di olio di semi 
(io uso quello di mais)
1 vasetto di yogurt bianco intero
1 bustina di lievito vanigliato


Procedimento
Montate per bene le uova con lo zucchero ed i pizzichi di sale. Aggiungete la farina (in questo caso anche  il cacao) e continuate a montare, aggiungete anche l'olio, la bustina di lievito vanigliato ed infine lo yogurt. Fate amalgamare il tutto. Foderate con carta da forno una tortiera (oppure imburratela e spolverizzatela con la farina, ma è meno "dietetico" e , come vi mostrerò più avanti, il dolce una volta sformato tenderà a seccarsi prima. Con la carta da forno, invece, otterrete due non trascurabili risultati: la tortiera non si sporcherà ed il dolce, restando quasi completamente "imprigionato" nella carta a forno manterrà l'umidità all'interno della torta e quindi la sua fragranza per più giorni). 



Versate il composto nella tortiera e cuocete a 180° per 35/40 min. circa, fate la prova stecchino ed anche quella a "naso": quando la torta sarà quasi pronta comincerete a sentirne il profumo.
Dato che sono una golosona, prima di infornare ho cosparso la superficie con gocce di cioccolato e, per evitare che si depositino sul fondo, cospargetele di farina e passatele al setaccio.
Varianti:
  • usate uno yogurt al gusto che preferite;
  • se usate uno yogurt alla fragola, potreste poi ricoprirlo di panna montata e decorare con le fragoline intere o tagliate a metà;
  • potete farcire il dolce con la nutella e ricoprire con la panna;
  • potete inumidirlo con la bagna che preferite e farcirlo e/o ricoprirlo con la crema preferita;
  • per un plum cake after eight: mescolate 3 - 4 cucchiai di sciroppo alla menta allo yogurt ed un vasetto di fondente a scaglie. Per decorare sciogliete del cioccolato fondente a bagnomaria e fatelo colare sul dolce, poi decorate con cocco bagnato nello sciroppo di menta (questa idea l'ho trovata nel blog di Alice);
  • ................. sbizzarrite la fantasia.    
Dedicata, con affetto, a Susy ed alla sua splendida bambina.






Aforisma di proverbio napoletano: 'A gallina fa ll'uovo e o gallo ll'abbruscia 'o culo. (La gallina fa l'uovo e al gallo brucia il sedere).

martedì 29 settembre 2009

I cantucci passo passo

Questa ricetta la devo alla splendida Dauly, lei forse non se ne ricorda, ma è stato forse il nostro primo scambio di ricette. Molte di voi penseranno che questi "biscottini" siano di difficile realizzazione, ma non è così! Eccovi tutti i passaggi fotografati.
Ingredienti
2 uova
1 tuorlo per pennellare
due pizzichi di sale
150 gr. di zuccheo
200 gr. di mandorle non pelate
200/250 farina
1 bustina di vanillina


Procedimento
montate per bene le uova con il sale e lo zucchero, aggiungere la vanillina e la farina fino ad avere un composto attaccaticcio ma "modellabile", infine aggiungere le mandorle (meglio se leggermente tostate). 
Formate dei filoncini, come vedete nella foto qui in basso, aiutandovi con la farina ed adagiateli sulla placca del forno foderata con apposita carta. 

pennellate col tuorlo d'uovo e cuocete a 180° per 30 min. poi tirate fuori dal forno e fate raffreddare un pò prima di tagliarli, con un taglio obliquo,  ad 1,5 cm. di distanza l'uno dall'altro, in questo modo

rimetteteteli a biscottare, in forno, per 10 min. sull'altro lato

potete conservarli per un mese chiusi in una scatola di latta.

Come certamente saprete, i cantucci vanno rigorosamente "pucciati" nel vin santo. Da brava golosona, però, vi segnalo che sono comunque ottimi inzuppati nel vino da pasto e, per a colazione, nel latte e caffè.
Aforisma di proverbio napoletano: O peggio surdo è chillo ca nun vo' sèntere. (Il peggior sordo è quello che non vuol sentire).

sabato 26 settembre 2009

Viennetta

Questa ricetta l'ho copiata nel blog della mitica Misya, la trovo fantastica....ho apportato solamente una piccola modifica per quanto riguarda il cioccolato.



Ingredienti


250 ml di panna per dolci
3 albumi
50gr di zucchero a velo
1 bustina di vanillina (se lo zucchero non è vanigliato)
sfoglie sottilissime di cioccolato fondente
50 gr. di nocciole tritate.
Procedimento
Montare gli albumi a neve fermissima, una volta montati, aggiungere la vanillina e lo zucchero a velo.
A parte montare la panna.
Unire i due composti,  formando un'unica crema, mescolando dolcemente per non far smontare il composto e mettere in frigo.
Stendete in uno stampo piccolo da plum cake un primo strato di crema, spolverate con granella di nocciole e  fate uno strato di sfoglie di cioccolato.
Fate un altro strato di crema, granella e cioccolato e terminate con uno strato di crema agli albumi (in totale avrete 3 strati di crema e 2 interni al cioccolato e granella).
Mettete in freezer per almeno 3 ore, poi staccate con un coltello la viennetta dai bordi dello stampo e capovolgetela su di un piatto di portata. Decoratela a piacere (ad es. crema alla nocciola e granella).
Note: io ho aggiunto alla crema anche delle gocce di cioccolato oppure cioccolato a scaglie, diventa una crema simile alla stracciatella.
Aforisma di proverbio napoletano: Chi sparte, ave 'a peggia parte. (Chi divide riceve la parte peggiore).

lunedì 21 settembre 2009

Muffin

Ho trovato nel mio vecchio ricettario (quaderni, fogli sparsi per tutta la casa e file sul computer) questa ottima ricetta per muffin che vi consiglio di tutto cuore: ottimo dolce da colazione e da merenda, si prepara in poco tempo e  può essere variato con un pò di fantasia.


  Ingredienti


300 gr di farina
120/140 gr. di zucchero di canna
2 cucchiai di cacao amaro
150 gr. di yogurt greco oppure Muller bianco (gli altri sono troppo acidi)
oppure panna fresca
1 dl di latte - regolatevi a seconda se lo yogurt è un pò più compatto - tipo il greco - o un pò più liquido (quindi diminuite la quantità di latte!)
100 gr di burro (fuso e fatto raffreddare)
Vanillina (un pizzico, ma se il lievito è vanigliato non occorre)
½ bustina di lievito (2 cucchiaini)
Bicarbonato (la punta di un cucchiaino)
Sale (un pizzico)
120 gr di cioccolato fondente in barretta frantumato al coltello
Per decorare a piacere:nocciole/noci/mandorle a fette/granella di zucchero
Procedimento



Miscelate gli ingredienti liquidi: uova, burro fuso, yogurt e latte.
Miscelate anche quelli solidi: farina, zucchero ecc.....tranne il cioccolato).
Unite i due composti versando i liquidi nei solidi ed aggiungete il cioccolato senza lavorare troppo il composto che dovrà comunque risultare granuloso.
Porzionate nei pirottini per muffin adagiati nelle apposite teglie (io uso quelle di silicone)







 avendo cura di riempire solo per metà e cuocete a 200° per 5 min. e poi abbassate il forno a 170° er altri 10/15 minuti (se sono grandi cuoceranno in circa 35/40 min., quelli piccoli in 20/25 min.) Sono pronti quando ne sentite il profumo e saranno cresciuti a cupola crepandosi in superficie.



Mangiateli tiepidi.
Si prestano ad essere congelati.



Aforisma di proverbio napoletano: Dicette 'o pappice 'nfacci' a noce: "Dàmme 'o tiempo ca te spertoso" (Disse il tarlo alla noce: "Dammi il tempo che ti buco.)

giovedì 17 settembre 2009

PLUM CAKE VARIEGATO

Questo è un dolce sempre gradito da tutti che si realizza in pochissimo tempo: 
 il tempo di accendere il forno e portare a cottura.





Ingredienti


3 uova, un pizzico di sale, 200 gr di zucchero, 1 yogurt bianco, 50 gr.di latte, 250 gr. di farina, 1 bustina di lievito vanigliato, 100 ml di olio, 2 cucchiai di cacao e 2 di nutella


Procedimento


battete lungamente le uova con lo zucchero ed il pizzico di sale, aggiungete il resto degli ingredienti tranne il cacao e la nutella e mescolate per bene. Dividete il composto in due recipienti ed in uno di questi aggiungete il cacao e la nutella incorporando bene.
Versate, alternando, i due composti ottenuti nello stampo da plum cake ed infornate a 180° per circa 40 min.





Note: ho utilizzato uno stampo di silicone evitando così di ungere lo stampo.
              Se volete fare una cosa più light, potete eliminare l'olio dagli ingredienti, otterrete
             comunque un risultato sorprendente.





Aforisma di proverbio napoletano: Ogne scarrafone è bell' a mamma soja (Ogni scarafaggio sembra bello alla propria madre).
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