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martedì 9 febbraio 2010

Sformatini di manzo



In una zuppiera mischiate della carne di manzo tritata con il grana grattato, il sale, il pepe, il prezzemolo ed il rosmarino.




 Oliate per bene dei piccoli stampini e rivestiteli con la carne trita preparata in precedenza, 




adagiate al centro una fettina di lonza di maiale a pezzettini ed un bel dado di scamorza affumicata.




 Richiudete lo sformatino con dell'altra carne trita, 

irrorate con un filo di olio


 e cuocete in forno per 10/15 min.




Eccolo servito con contorno di friarielli




........ da leccarsi i baffi!!


Perle di saggezza partenopea: "Si nun può mangià carna, accuntientete d'o broro". (Se non puoi mangiare la carne accontentati del brodo).

venerdì 4 dicembre 2009

I paccheri con la ricotta


 Ed eccoci ad un'altra ricetta tipica della cucina partenopea. Nella ricetta della "Genovese" vi ho già raccontato l'etimologia di alcuni tipi di pasta, tra cui appunto i "paccheri". Perciò non la farò troppo lunga e passerò subito a descrivervi questa ricetta semplice, buona e, credo, anche non troppo calorica.
Ingredienti
350 gr di paccheri
250 gr di ricotta
sugo (oppure ragù)

Procedimento
Preparate un buon ragù oppure un sugo semplice con cipolla e basilico. In una zuppiera stemperate la ricotta con un paio di cucchiai di sugo.

Cuocete la pasta al dente, mescolatela al composto ottenuto 

e servite nei piatti cospargendo con altro sugo.
Aforisma di proverbio napoletano:  "Chi cagna 'a via vecchia p' 'a nova sape chello ca lassa e no chello ca trova". (Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa ciò che lascia ma non ciò che incontra).

martedì 24 novembre 2009

Girelle di pancarrè


Un antipasto veloce, di sicuro effetto che piacerà a tutti. Comprate del pane per tramezzini, schiacciatelo leggermente col matterello, spalmate e farcite con creme e salumi di vostro gradimento. Arrotolate tutto cominciando dal lato corto, avvolgete nella pellicola come fosse una caramella e mettete in frigo per almeno un paio d'ore. Liberate i "salsicciotti" dalla pellicola, tagliateli allo spessore di almeno 1 cm. e sistemate le girelle in bella mostra su di un vassoio.L'operazione di taglio è la cosa più "difficile" da fare, occorre farlo con delicatezza (se possedete un'affettatrice o un coltello elettrico la riuscita sarà assicurata).
Note: per il ripieno ho utilizzato philadelphia e salmone, ma potete sbizzarrirvi come più vi piace: tutti i formaggi spalmabili, maionese, burro, patè.... Per la farcia: salame, prosciutto, speck.......

Proverbio napoletano: "A chi te dice e fatte 'ell'ate nun dicere e fatte tuoi" (Non dire i fatti tuoi a chi dice quelli degli altri).

Cannoncini tricolore

Quando abbiamo voglia di un secondo ed un contorno veloce ma buono, non dobbiamo ricorrere per forza ai salumi, procuratevi questi
ingredienti:
fettine da carpaccio
carote
scamorza affumicata
spinaci (magari una busta pronta)
rosmarino

Procedimento
su ogni fettina di carpaccio (potete usare anche fettine sottili battute) adagiate una foglia di spinaci o bietola, un bastincino di carota ed uno di scamorza 

ed arrotolate dal  lato corto. 

Scaldate un filo di olio in padella con un aglio in camicia leggermente schiacciato ed un bel rametto di rosmarino, 

aggiungete i cannoncini e cuoceteli una decina di minuti aggiustando di sale. 


Eliminate la carne dalla pentola e tenetela in  caldo.

Gettate gli spinaci, senza sgocciolarli troppo, nella stessa padella della carne e lasciateli saltare qualche minuto. Servite i cannoncini cospargendo gli spinaci sugli stessi.

Proverbio napoletano: "Meglio pane e cepolle a' casa soja, ca galline e cunfiette a' casa 'e ll'ate". (Meglio pane e cipolla a casa propria che galline e confetti in casa altrui).

mercoledì 11 novembre 2009

Il ciambellone all'acqua di Adelaide


Ecco un ottimo ciambellone che si mantiene morbido per giorni.


Ingredienti
250 gr di zucchero
250 gr di farina
3 uova
130 gr di olio di semi o di oliva
130 gr di acqua
una bustina di lievito per dolci
una bustina di vanillina (solo se la bustina di lievito non è vanigliato)

un pugnetto di uvetta o gocce di cioccolato
un cucchiaio scarso di rum o buccia di limone grattato



Procedimento
Montate le uova fino a renderle spumose, aggiungete l'olio, l'acqua, il rum, la farina ed infine il lievito. Se vi piace aggiungete le gocce di cioccolato o l'uvetta prima infarinate e poi setacciate. 

Se siete stanche del solito ciambellone bianc0, provate a farlo "marmorizzato" : dopo aver imburrato ed infarinato lo stampo per la ciambella, versate 3/4 del composto e, nel rimanente quarto aggiungete un cucchiaio di cacao amaro, mescolate bene e fate cadere nello stampo sul composto bianco. Girate con un coltello come se voleste fare dei cerchi concentrici per ottenere l'effetto desiderato. Cuocete a 180° per circa 40 min., farà fede la "prova stecchino". Se vi piace spolverizzate con zucchero a velo, semolato, codette o zuccherini.

Note: il segreto di questo sofficissimo ciambellone è la quantità di liquidi perciò, anche se vi sembra troppo liquido, NON aggiungete farina mi raccomando!!

Questo dolce si presta a mille varianti, qualche suggerimento opzionale:
latte al posto dell'acqua (ma anche succo di arancia, di limone e quant'altro)

uvetta o gocce di ciocco (ma anche entrambe)
buccia di limone grattato
rum

cacao
.........
date spazio alla fantasia
Aforisma di proverbio napoletano: " Se dice 'o peccato, ma no 'o peccatore". (Si dice il peccato, ma non il peccatore).

martedì 10 novembre 2009

Biscotti dopo pasto

Questi biscotti sono a dir poco fantastici: gustosi, semplici e veloci da preparare.... cosa si può desiderare di più ad una ricetta di cucina?


Ingredienti
1/2 Kg di farina
200 gr di zucchero
200 gr di vin santo
100 gr di pinoli
200 ml di olio di mais
200 gr di gocce di cioccolato 
(oppure uvetta, oppure metà gocce e metà uvetta)
1 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale

Procedimento
Impastate tutto, staccate dei mucchietti di pasta, ma che siano brutti mi raccomando (dovranno essere "brutti ma buoni")...... non dovete dare alcuna forma, adagiateli sulla placca del forno rivestita di apposita carta e cuocete a 180° per circa 45 min.


Aforisma di proverbio napoletano: Tre so' 'e putiente: 'o papa, 'o rrè, e chi nùn tene niente. (Tre sono i potenti: il Papa, il Re e chi non ha niente).



sabato 31 ottobre 2009

Vermicelli alle vongole "fujute" (scappate)

Con un pò di orgoglio partenopeo, amo raccontarvi, quando posso, un pò di storia della cucina di questa mia splendida ed amata città. Non volendo tediare nessuno prego, chi non ne fosse interessato, di saltare la piacevole premessa.
La cucina napoletana ha origini antichissime risalenti al periodo greco-romano, essa nei secoli ha "subito" l'influsso delle varie culture che si sono susseguite durante le varie dominazioni della città. La fantasia e la creatività dei napoletani è stata di fondamentale importanza nella varietà di piatti e ricette che oggi fanno parte della cultura culinaria partenopea. A seguito delle varie dominazioni, principalmente quella francese e spagnola, si è delineata la separazione tra una cucina aristocratica ed una popolare, raggiungendo anche un giusto equilibrio tra piatti di mare (pesce, crostacei e molluschi) e piatti di terra (pasta, verdure,latticini). La varietà dei piatti comprende sia piatti molto semplici, come la pasta al pomodoro e basilico o "aglio e uoglio" (aglio ed olio) sia piatti elaborati, come ad es. il ragù , che può richiedere anche 5 o 6 ore di preparazione. Esisteva perciò una cucina poverissima, basata principalmente su ingredienti di terra, una cucina tradizional-popolare, ricca di frutti di mare e pesce, alimenti di costo contenuto, vista la pescosità del mare di Napoli; e infine, una cucina legata alla parte agiata della città, costituita da carne di ogni genere, uova, latticini.... (dalle preparazioni a volte elaborate). Tale distinzione nella cucina, oggi non ha più motivo di esistere. Tra le preparazioni più povere abbiamo: le freselle, spaghetti aglio olio e peperoncino, i legumi, ecc... Tra le fantasiose ricette ideate per le tavole più povere, ci sono gli spaghetti alla puttanesca (la ricetta è già nel blog), il finto ragù (fatto senza carne)  e gli spaghetti alle vongole fujute, dove le vongole sono solamente nella fantasia dei commensali (perchè con la fantasia si può fare questo ed altro). 



Ingredienti
400 gr di vermicelli
1/2 kg di pomodori peati
(possibilmente "del piennolo" oppure "S. Marzano")
100 gr di olio evo
aglio
MOLTO prezzemolo
sale e pepe.




Procedimento
In una larga padella rosolate nell'olio 1 0 2 spicchi di aglio tagliato a metà, eliminatelo ed unite i pomodori privati della pelle e tagliati a pezzettini. (La scelta dei pomodori, nelle ricette napoletane, ma soprattutto in quelle così veloci, è di estrema importanza: cliccate qui se volete saperne di più). Salate e fate addensare il sugo a fuoco vivace (l'olio dovrà essere caldissimo ma non bruciare) tenendo presente che il pomodoro non deve cuocere ma avvampare. Spegnete, aggiungete il pepe ed abbondante prezzemolo tritato che con il suo forte aroma darà l'illusione di sentire il sapore delle vongole che in realtà non ci sono. Cuocete i vermicelli (quelli piccoli) oppure gli spaghetti al dente ed amalgamateli alla salsa nella padella girandoli per pochi minuti sul fuoco.
Aforisma di proverbio napoletano: 'Nu buonu marito fa 'na bona mugliera (Un buon marito rende buona la moglie).

venerdì 30 ottobre 2009

Spaghetti alla puttanesca

Questo è un famosissimo piatto della tradizione napoletana: gustoso, semplice e molto veloce da preparare. Trovo molto "intrigante" la storia di come nacque questo profumatissimo piatto. Su internet ho trovato un articolodi Annarita Cuomo che la descrive molto bene, vi riporto qui lo scorcio che ci interessa.




Il "Sugo alla Puttanesca" è nato... ovviamente dalla fantasia di un ischitano. Fu infatti l'architetto Sandro Petti, ai fornelli del suo "Rancio Fellone", una sera di normale routine culinaria, di un'estate qualunque dell'inizio degli anni '50, a inventare il "Sugo alla Puttanesca", utilizzando quei prodotti freschi dei nostri orti, che tutti hanno normalmente in dispensa. E' lo stesso architetto Sandro Petti a raccontarcelo: "Quella sera di tanti anni fa, era molto tardi, ai tavoli del locale sedettero un gruppo di amici veramente affamati... io avevo finito tutto, e li avvisai: "Mi dispiace non ho più nulla in cucina, non posso preparavi niente". Ma loro insistettero e mi esortarono dicendo: "Ma dai Sandro, è tardi ed abbiamo fame, dove vuoi che andiamo... facci una puttanata qualsiasi". La "puttanata qualsiasi" che l'ecclettico Sandro Petti (che in cucina è un autentico mago) portò in tavola di lì a poco, era proprio un fumante piatto di "Spaghetti alla Puttanesca" (solo che ancora non erano stati battezzati tali)... una pietanza che da quella famosa sera, divenne un must della tradizioni culinaria dei ristoranti non solo ischitani, ma addirittura di tutto il mondo. "In cucina avevo solo quattro pummarorelle, due olive, qualche cappero - si schermisce l'architetto - e con quelle preparai il sugo per gli spaghetti". Una vera genialata, introdotta tra i primi piatti del Rancio Fellone e inserita di diritto nel menù esposto al pubblico: "Solo che non potevo certo chiamarli Spaghetti alla Puttanata... non era carino. Così li ho chiamati alla Puttanesca" spiega Petti. Ma in merito a questa storia, c'è anche uno spassoso aneddoto, che ci ha raccontato sempre Sandro Petti: "Un giorno il Vescovo Ernesto De Laurentiis mi mandò a chiamare... voleva incontrarmi con somma urgenza. Io proprio non riuscivo a capire cosa il Vescovo volesse da me. Quando mi recai da lui, mi dovetti sorbire un predicozzo lunghissimo, una tiritera che non finiva più. Ma proprio non ne capivo la motivazione... anche perché il Vescovo restava nel vago e non andava diritto al motivo del nostro incontro. Solo alla fine mi disse: "Il Menù che hai esposto fuori al tuo locale... non è degno di te". Per stringere insomma, il Vescovo De Laurentiis aveva saputo del termine Puttanesca scritto sul menù esposto fuori al locale, e ne era rimasto sconvolto... al punto da rimproverarmi aspramente". A suffragare la tesi del nostro amico Sandro Petti, ci pensa l'esperta gastronoma Jeanne Caròla Francesconi, che nel suo libro "La Cucina Napoletana" (volume che raccoglie i piatti tipici e le ricette tradizionali, divenuto un classico della letteratura culinaria partenopea) racconta proprio della nascita dei "Vermicelli alla Puttanesca", in verità attribuendone l'invenzione ad uno zio di Sandro Petti, il grandissimo ed indimenticato Eduardo Maria Colucci (un ischitano davvero speciale): "Non so come la Francesconi sia venuta in possesso di questa notizia, ma comunque fui io e non mio zio a preparare per la prima volta quel sugo... diventato poi alla puttanesca". La Francesconi scrive: "VERMICELLI ALLA PUTTANESCA: questi maccheroni si chiamavano alla marinara. Ma subito dopo la seconda guerra mondiale, a Ischia, il pittore Eduardo Colucci, non so come né perché, li ribattezzò con il nome con cui oggi è generalmente conosciuto. Colucci, che viveva per gli amici, d'estate abitava a Punta Mulino - in quel tempo uno degli angoli più pittoreschi di Ischia - in una rustica e minuscola costruzione; camera con cucinino e un terrazzo in mezzo al quale si innalzava un albero di ulivo. Oltre ai consueti più intimi amici, sfilavano sulla sua terrazza le più svariate personalità italiane e straniere. E lui, dopo aver offerto come aperitivo un fresco e genuino vinello d'Ischia, improvvisava spesso una cenetta a base di questi maccheroni che erano la sua specialità". 

Due paroline sugli ingredienti. Gli ingredienti, per preparare un buon piatto, dovrebbero essere sempre "al top", ciò è particolarmente vero quando si preparano piatti molto semplici come questo. Per chi abita a Napoli sarà abbastanza agevole reperire i pomodori del "piennolo" (cliccate qui) e le olive nere di Gaeta; per gli altri ci si dovrà "arrangiare" con pomodorini o pelati ed altro tipo di olive nere. Mi raccomando, anche l'olio dovrà essere di qualità!

Ingredienti
1/2 Kg di spaghetti (linguine o vermicelli sottili)
1/2 Kg di pelati (o pomodorini del piennolo)

(in realtà ci vorrebbe giusto una manciata di pomodorini per dare un "tocco" di colore, ma se sgocciolate la pelata dalla sua acqua di vegetazione vedrete che essa si ridurrà già di molto)
1 spicchio di aglio
1,5 dl di olio evo
100 gr di olive nere (possibilmente) di Gaeta
50 gr di capperi dissalati
sale
prezzemolo

Procedimento
In una padella molto larga, soffriggete l'olio con l'aglio, aggiungete i pomodori a pezzi, le olive private del nocciolo ed i capperi. Fate restringere un pò il sugo a fuoco vivace (giusto il tempo d cuocere la pasta), aggiustate di sale (non esagerate perchè ci sono i capperi che sono già molto saporiti) ed, a cottura quasi ultimata, il prezzemolo.
Scolate la pasta al dente, passatela  giusto un attimo nella padella col sugo e servite guarnendo con foglioline di prezzemolo.

Aforisma di proverbio napoletano: Chi ha avuto, ha avuto, e chi ha rat, ha rat.  (Chi ha avuto, ha avuto, e chi ha dato, ha dato).


martedì 27 ottobre 2009

Torta 7 vasetti




Questa è una torta molto semplice e veloce da prepararsi. Essendo di una "versatilità" straordinaria, può essere adattata a qualsiasi esigenza di gusto e preparazione. Oggi vi mostrerò la versione al cioccolato, ma a fine ricetta vi darò qualche idea per variare i gusti e/o per trasformare questo semplicissimo dolce in una vera e propria torta seppure di semplice realizzazione. Il dolce si prepara in meno di un'ora, perciò se i bambini (ma non solo) ne hanno voglia, iniziate pure a prepararlo alle 16 ed alle 17 sarà  bello e pronto per essere mangiato. 
Munitevi di un vasetto vuoto di yogurt da utilizzare come misurino, ciò vi consentirà di velocizzare la preparazione non avendo bisogno di pesare gli ingredienti.
Ingredienti
3 vasetti di farina
(in questo caso ho sostituito 1 vasetto di farina con 1 di cacao amaro)
3 uova 
un pizzicchino di sale per ogni uovo
(meglio tirarle fuori dal frigo un pò prima di preparare il dolce)
2 vasetti di zucchero
1 vasetto scarso di olio di semi 
(io uso quello di mais)
1 vasetto di yogurt bianco intero
1 bustina di lievito vanigliato


Procedimento
Montate per bene le uova con lo zucchero ed i pizzichi di sale. Aggiungete la farina (in questo caso anche  il cacao) e continuate a montare, aggiungete anche l'olio, la bustina di lievito vanigliato ed infine lo yogurt. Fate amalgamare il tutto. Foderate con carta da forno una tortiera (oppure imburratela e spolverizzatela con la farina, ma è meno "dietetico" e , come vi mostrerò più avanti, il dolce una volta sformato tenderà a seccarsi prima. Con la carta da forno, invece, otterrete due non trascurabili risultati: la tortiera non si sporcherà ed il dolce, restando quasi completamente "imprigionato" nella carta a forno manterrà l'umidità all'interno della torta e quindi la sua fragranza per più giorni). 



Versate il composto nella tortiera e cuocete a 180° per 35/40 min. circa, fate la prova stecchino ed anche quella a "naso": quando la torta sarà quasi pronta comincerete a sentirne il profumo.
Dato che sono una golosona, prima di infornare ho cosparso la superficie con gocce di cioccolato e, per evitare che si depositino sul fondo, cospargetele di farina e passatele al setaccio.
Varianti:
  • usate uno yogurt al gusto che preferite;
  • se usate uno yogurt alla fragola, potreste poi ricoprirlo di panna montata e decorare con le fragoline intere o tagliate a metà;
  • potete farcire il dolce con la nutella e ricoprire con la panna;
  • potete inumidirlo con la bagna che preferite e farcirlo e/o ricoprirlo con la crema preferita;
  • per un plum cake after eight: mescolate 3 - 4 cucchiai di sciroppo alla menta allo yogurt ed un vasetto di fondente a scaglie. Per decorare sciogliete del cioccolato fondente a bagnomaria e fatelo colare sul dolce, poi decorate con cocco bagnato nello sciroppo di menta (questa idea l'ho trovata nel blog di Alice);
  • ................. sbizzarrite la fantasia.    
Dedicata, con affetto, a Susy ed alla sua splendida bambina.






Aforisma di proverbio napoletano: 'A gallina fa ll'uovo e o gallo ll'abbruscia 'o culo. (La gallina fa l'uovo e al gallo brucia il sedere).

sabato 26 settembre 2009

Salsicce gustose di Perlablu


Ingredienti per 2 persone


400 gr salsicce
300 gr fagioli cannellini in scatola
4  fette pane casereccio
2 cucchiai passata di pomodoro
aglio
brodo
olio
salvia
sale e pepe
Procedimento
Tagliate le salsicce a tocchetti e rosolatele con poco l'olio, 2 o 3 spicchi di aglio e salvia. Aggiungete la passata ed un mestolo di brodo e cuocete per 10 min a fuoco basso. 
Aggiungete i fagioli scolati dalla loro acqua di conservazione, salate (senza esagerare), bagnate ancora con un mestolo di brodo e cuocete ancora 5 min. 
Servite ben caldo col pane abbrustolito al forno o sulla piastra.
Ed ecco un piatto che scalda l'anima e non solo.....

Aforisma di proverbio napoletano: Sparte ricchezza e addeventa puvertà. (Dividi la ricchezza e diventerà povertà).

venerdì 25 settembre 2009

Strisce di pollo alle mandorle

Un modo semplice, veloce ma particolare di cucinare il "solito" petto di pollo.






Tagliate a striscioline circa 600 gr di pollo. Intanto preparate un trito con 100 gr di mandorle, 2 cucchiai di pan grattato, del rosmarino, sale e pepe q.b.

Sbattete l'albume di un uovo per un pò, fino a quando prenderà un pò di volume (solo il bianco mi raccomando), passateci dentro il pollo e poi rigiratelo nella panatura che avete preparato ed adagiateo sulla placca del forno foderata con apposita carta. Salate, date un giro d'olio e mettete in forno a 200° per circa 15/20 min.

Mi piacerebbe ringraziare l'artefice di questa ricetta, ma purtroppo non ricordo più chi sia stata a postarla, comunque grazie per averla condivisa!
Aforisma di proverbio napoletano: Nun se fa niente pe' ssenza niente. (Non si fa niente per niente).

lunedì 21 settembre 2009

Muffin

Ho trovato nel mio vecchio ricettario (quaderni, fogli sparsi per tutta la casa e file sul computer) questa ottima ricetta per muffin che vi consiglio di tutto cuore: ottimo dolce da colazione e da merenda, si prepara in poco tempo e  può essere variato con un pò di fantasia.


  Ingredienti


300 gr di farina
120/140 gr. di zucchero di canna
2 cucchiai di cacao amaro
150 gr. di yogurt greco oppure Muller bianco (gli altri sono troppo acidi)
oppure panna fresca
1 dl di latte - regolatevi a seconda se lo yogurt è un pò più compatto - tipo il greco - o un pò più liquido (quindi diminuite la quantità di latte!)
100 gr di burro (fuso e fatto raffreddare)
Vanillina (un pizzico, ma se il lievito è vanigliato non occorre)
½ bustina di lievito (2 cucchiaini)
Bicarbonato (la punta di un cucchiaino)
Sale (un pizzico)
120 gr di cioccolato fondente in barretta frantumato al coltello
Per decorare a piacere:nocciole/noci/mandorle a fette/granella di zucchero
Procedimento



Miscelate gli ingredienti liquidi: uova, burro fuso, yogurt e latte.
Miscelate anche quelli solidi: farina, zucchero ecc.....tranne il cioccolato).
Unite i due composti versando i liquidi nei solidi ed aggiungete il cioccolato senza lavorare troppo il composto che dovrà comunque risultare granuloso.
Porzionate nei pirottini per muffin adagiati nelle apposite teglie (io uso quelle di silicone)







 avendo cura di riempire solo per metà e cuocete a 200° per 5 min. e poi abbassate il forno a 170° er altri 10/15 minuti (se sono grandi cuoceranno in circa 35/40 min., quelli piccoli in 20/25 min.) Sono pronti quando ne sentite il profumo e saranno cresciuti a cupola crepandosi in superficie.



Mangiateli tiepidi.
Si prestano ad essere congelati.



Aforisma di proverbio napoletano: Dicette 'o pappice 'nfacci' a noce: "Dàmme 'o tiempo ca te spertoso" (Disse il tarlo alla noce: "Dammi il tempo che ti buco.)

venerdì 18 settembre 2009

Alici in tortiera






Questo è un piatto tipico della tradizione napoletana, molto buono e salutare, di facile e rapida realizzazione.



Disponete a raggiera  le alici in una tortiera  inserendo delle fettine sottili di aglio negli spazi tra il pesce. Su ogni strato di pesce mettete un pò di sale ed una bella spolverata di origano. Irrorate l'ultimo strato di olio e mettete a cuocere a fuoco vivace per qualche minuto. A questo punto spruzzate il tutto con una tazzina di aceto e fate cuocere ancora qualche minuto girando un pochino le alici cercando di non romperle.





Aforisma di proverbio napoletano: Tutto 'o lassato è perduto. (Tutto ciò che è lasciato è perso).

giovedì 17 settembre 2009

PLUM CAKE VARIEGATO

Questo è un dolce sempre gradito da tutti che si realizza in pochissimo tempo: 
 il tempo di accendere il forno e portare a cottura.





Ingredienti


3 uova, un pizzico di sale, 200 gr di zucchero, 1 yogurt bianco, 50 gr.di latte, 250 gr. di farina, 1 bustina di lievito vanigliato, 100 ml di olio, 2 cucchiai di cacao e 2 di nutella


Procedimento


battete lungamente le uova con lo zucchero ed il pizzico di sale, aggiungete il resto degli ingredienti tranne il cacao e la nutella e mescolate per bene. Dividete il composto in due recipienti ed in uno di questi aggiungete il cacao e la nutella incorporando bene.
Versate, alternando, i due composti ottenuti nello stampo da plum cake ed infornate a 180° per circa 40 min.





Note: ho utilizzato uno stampo di silicone evitando così di ungere lo stampo.
              Se volete fare una cosa più light, potete eliminare l'olio dagli ingredienti, otterrete
             comunque un risultato sorprendente.





Aforisma di proverbio napoletano: Ogne scarrafone è bell' a mamma soja (Ogni scarafaggio sembra bello alla propria madre).

giovedì 10 settembre 2009

Carbonara di zucchine (con penne o tagliolini)

Fate dorare nell'olio la cipolla e l'aglio (che poi eliminerete), aggiungi circa 6 zucchine piccole, per 4 persone, tagliate a metà per il lungo e poi a rondelle e fatele cuocere qualche minuto a fuoco vivace. Terminate la cottura a calore moderato ed aggiungete sale e pepe.


Mentre cuoce la pasta battete 1 o 2 uova con sale, pepe, un pizzico di noce moscata ed un goccio di latte.


Scolate la pasta al dente e mischiatela ancora calda all'uovo. Ripassate il tutto in padella per pochi secondi e servire cospargendo di parmigiano grattato e menta.





BUON APPETITO


Aforisma di proverbio napoletano: 'E figlie so' ppiezz' 'e còre (I figli sono pezzi di cuore).
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