martedì 9 febbraio 2010

Le brioscine della mia infanzia


Vi è mai capitato di rimembrare sapori e profumi della vostra infanzia che non siete riusciti mai più a ritrovare? Sono sicura di sì (anche se purtroppo quando  ciò avviene quasi sicuramente ci troviamo in una età..... diciamo... superiore ai 20 anni?!). Per quello che mi riguarda tra i vari ricordi che ho ce ne è uno in particolare che mi catapulta a razzo ai tempi delle scuole medie. Ricordo che quando uscivo da scuola, complice l'oraio, l'età ed il profumo penetrante della panetteria vicino l'istituto, mi prendeva una tale voglia di qualcosa di buono che non potevo fare a meno di comprare quelle treccine semidolci cosparse di zucchero semolato.... morbide... forfumate... gustosissime!! Non riuscendo più a trovare detta leccornia nelle panetterie, mi sono chiesta a lungo come fare a "replicare" detta bontà... Un giorno, leggo nel blog "Anice e cannella" una ricetta denominata "Briosci cu' zuccuru" che, nella premessa, ha una descrizione di questi panini al latte (ma un pò più dolci) che Marjlet consumava nella sua infanzia siciliana.... Meraviglia delle meraviglie: la descrizione è quasi identica a quella delle brioscine della mia infanzia..... Che fare? Rimboccate le maniche ed armata di tutto l'amore provo la ricetta in questione (accorgendomi peraltro che non è molto diversa dai miei impasti per i lievitati) e, dopo qualche ora, anche il sapore..... OTTIMO!! Provate a farle!!


Ingredienti
250 fr. farina manitoba
250 gr. di farina 00
75 gr. di zucchero
1/2 cucchiaino di sale
75 gr. di strutto (oppure margarina)
1/2 cubetto di lievito (oppure 20 gr. se volete farle in giornata)
120 ml di latte
120 ml di acqua
(i liquidi totali si dovranno regolare in base alla consistenza della pasta che dovrà risultare morbida come il lobo dell'orecchio)


Procedimento
Se volete farle in giornata, impastate tutto inserendo il burro alla fine e fate lievitare il tutto al calduccio sino al raddoppio (circa un'ora e mezza). Sgonfiate l'impasto e date le "pieghe":  prendete un lembo di pasta, stendetelo leggermente e riportatelo al centro con delicatezza. Ripetete questa operazione sino a riformare un impasto a palla e fate riposare 15/20 min. ancora. Senza rilavorare eccessivamente l'impasto, prelevate dei pezzi da circa 100 gr. di pasta e ricavane dei cilindri della lunghezza di circa due mani aperte. 

 

 Attorcigliate a forma di treccine e disponetele distanziate sulla placca del forno rivestita di apposita carta (ne sono venute nove). 


Pennellate con una miscela di acqua e latte e lasciate lievitare fino al raddoppio (in estate basteranno circa 40', in inverno più di un'ora).
Pennellate ancora, delicatamente, con la miscela di acqua e latte a 180° per circa 20' (fino a doratura). Non appena sfornati pennellateli di nuovo con la solita miscela e spolverateli abbondantemente con lo zucchero semolato.



Se scegliete di prepararle, come ho fatto io, secondo la procedura lenta (con meno lievito): impastate tutto con mezzo lievito (il burro alla fine) e fate lievitare circa 50' (d'estate), poi mettete l'impasto in frigo per circa 9 ore. Al mattino tiratelo fuori dal frigo per riportarlo a temperatura ambiente (ci vorrà un pò più di un'ora) e poi procedete come descritto nella ricetta.
Perle di saggezza partenopea: 'Nce vo' pacienza a magnà 'e carcioffole! (Ci vuole pazienza per mangiare i carciofi - Vuol dire che le cose piacevoli sono difficili da raggiungere: ci vuole tenacia -).

7 commenti:

  1. Direi che ti sono venute benissimo!! Complimenti per l'esecuzione!! Slurp! Avanzamene una! Bacioni.

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  2. ma che belle ancora da noi si trovano nei fornai,al mattino..che profumino e che nostalgia di un infanzia passata gia' da un bel po' ma che con queste brioss ritorna alla grande..grazie le provero' presto!!!baci

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  3. splendide e perfette! complimenti!

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  4. Meravigliose questa brioche!

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  5. micitta, è stat una delle prime ricette che ho sperimentato al mio arrivo su alf...buonissime, ma poi le ho dimenticate nel bailamme di fogli e pizzini in giro per la cucina! ti sono venute perfette...che voglia!!!!

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  6. Lo dico sempre che tu sei la fata del lievito!!!
    Chapeau!!!

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